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domenica 14 aprile 2013
lunedì 7 novembre 2011
cinema e psicoanalisi a Padova

introducono
Adone Brandalise - Università di Padova
Chiara Mangiarotti - Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
è presente l'autrice
libreria laformadelibro
via 20 settembre 63 - Padova
venerdì 18 novembre ore 18,30
Rosamaria Salvatore è docente di Storia del cinema e di Cinema e psicoanalisi presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Padova.
È membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e partecipa ai lavori della Segreteria di Padova
È membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e partecipa ai lavori della Segreteria di Padova
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mercoledì 20 luglio 2011
mercoledì 4 maggio 2011
I VOLANTINI DI MÉLISSA

Concludiamo il nostro ciclo di Seminari Introduttivi su La vita differita con la presentazione di un romanzo che non potrebbe raffigurare meglio il senso di questo titolo:
Ipo tensione assoluta
Vado a spazzolarmi i capelli paralizzati dall'interno, me li spazzolo verso le due di notte.
Impregnati.
Di stasi.
Di ipnosi paretale.
Di stare dietro ai vetri più del normale.
Di silenzio.
Io li ravvio perché tu quando verso le quattro si spera che torni tutto arieggiato, sì, tutto pieno di...e ma di vita, vita...vissuta.
...
Adesso tra poco torni e allora ti cammino incontro in corridoio bella bella costante un'assicurazione per la vita due così belle coppe nella lana girocollo, niente affatto troia, coccola, calda, fidata, le braccia al collo, grata, fuori luogo lirica spalanco il tuo ritorno!
Sono qui.
Resto dove sono.
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giovedì 21 aprile 2011
venerdì 20 maggio 2011

"Non posso rinnegare tanto facilmente il libro pre puberale Piccole donne; quell'ammasso di legato, di composto, ordinato, di imparentato, di miele, di affezionato per sempre, di non separato se non dopo morti, sarebbe la profonda ombra dell'idea di casa come nido saldo di interezza unitaria, dove il femminile sboccia vivido e principale...Vorrei bombardare la cattedrale di economia domestica di Piccole donne, vorrei incolpare l'ideale sentimentale, lo vorrei maledire, e lo voglio piangere".
"Un esordio vero, necessario, imperioso. Un libro sghembo, disarticolato, impietoso, tagliente, crudele. Vi si raccontano la vita, gli amori, i dolori, le allucinazioni e le speranze di una giovane donna "bella pugnalata". (Antonio Moresco)Bella pugnalata di Alessandra Saugo (Effige 2010) sarà presentato dal Gabinetto di lettura e Società di incoraggiamento di Padova, in collaborazione con la Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, segreteria di Padova
interverranno
Annarosa Buttarelli, docente di Filosofia all'Università di Verona
Giovanna Miolli, laureanda in filosofia all'Università di Padova
sarà presente l'autrice
coordina Erminia Macola
Gabinetto di lettura, Piazza Insurrezione, n. 4 - Padova (centro)
venerdì 20 maggio ore 18,30
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giovedì 30 dicembre 2010
mercoledì 6 gennaio 2010
Pubblicazione - Membri SLP Padova

L’angoscia è l'inatteso, la visita, la notizia, tutto ciò che esprimiamo con il termine presentimento. Secondo Freud, ci appare come estranea benchè tocchi l'intimità del nostro essere sino a farlo vacillare. Costituisce il lato più sgradevole, più difficile da dire e da rappresentare. Al suo manifestarsi, qualcosa del rapporto con il mondo s'incrina, le certezze vengono sospese e si apre una dimensione che non è più della realtà, sebbene stia al cuore della nostra vita: Lacan la chiama la dimensione del reale. L’angoscia è un'esperienza logicamente necessaria, non accidentale, benchè improvvisa e non padroneggiabile. Senza di essa non potremmo diventare soggetti responsabili, né avere desideri e costruttivi rapporti con gli altri.
I contributi di questo volume, che raccoglie il lavoro di insegnamento della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi a Padova, si impegnano ad esplicitare il ruolo dell'angoscia come rivelatrice della verità, come fenomeno espansivo prioritario che dissolve tutto il resto.
Alla storia del concetto, con i suoi sviluppi teorici, è dedicata la prima parte del libro. Fa seguito una seconda sezione su angoscia e scrittura, dedicata all'esame di alcuni paradigmi letterari riguardanti il tema centrale del volume. La parte successiva si concentra invece sul rapporto tra l'angoscia e le donne. Conclude l'opera una quarta parte che fa riferimento all'emergenza clinica attuale mettendo in evidenza i rapporti tra l'angoscia, le varie forme di dipendenza e i1 panico.
I contributi di questo volume, che raccoglie il lavoro di insegnamento della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi a Padova, si impegnano ad esplicitare il ruolo dell'angoscia come rivelatrice della verità, come fenomeno espansivo prioritario che dissolve tutto il resto.
Alla storia del concetto, con i suoi sviluppi teorici, è dedicata la prima parte del libro. Fa seguito una seconda sezione su angoscia e scrittura, dedicata all'esame di alcuni paradigmi letterari riguardanti il tema centrale del volume. La parte successiva si concentra invece sul rapporto tra l'angoscia e le donne. Conclude l'opera una quarta parte che fa riferimento all'emergenza clinica attuale mettendo in evidenza i rapporti tra l'angoscia, le varie forme di dipendenza e i1 panico.
In copertina: Henri de Toulouse-Lautrec
Donna rossa con camicia bianca (1889).
Olio su tela. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza.
sabato 26 dicembre 2009
Gli uomini e la ragione dopo Freud
Il lettore dei Seminari e degli Scritti lacaniani sarà stato sorpreso, come è accaduto agli autori di questo libro, per la presenza di immagini animali nelle volute dell’argomentazione. La funambolica abilità del conduttore dei giochi accoglie di buon grado questi ospiti apparentemente non indispensabili. Le ragioni possono sembrare oscure, ma subito svelano la loro necessità. “L’arca” evidenzia l’attenzione dello psicoanalista per il “soggetto” contro qualsiasi riduzione oggettivistica. I suoi abitanti vengono sottratti al laboratorio dove le scienze sperimentali vorrebbero usarli per giungere a una più schematica spiegazione dell’uomo. D’altra parte gli animali partecipano della grande tradizione simbolica che li vuole guardiani, custodi o indicatori di decisivi confini. Mostrano come un sapere, che davvero voglia rivolgersi al “soggetto”, non possa stare nei limiti di una concezione troppo “umanistica” dell’uomo.
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